DENNIS XHAFAJ
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Rifare il sito senza perdere il posizionamento: la checklist dei redirect

Il calo di traffico dopo un restyling quasi sempre non dipende dal design nuovo: dipende da venti URL che non esistono più e nessuno ha reindirizzato.

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La storia si ripete con una regolarità sospetta: si rifà il sito, è più bello e più veloce, e dopo tre settimane le visite da Google sono dimezzate. Nella quasi totalità dei casi la causa non è il design nuovo, ma il fatto che gli indirizzi delle pagine sono cambiati senza che nessuno li abbia reindirizzati.

Cosa succede tecnicamente

Google ha in archivio i vecchi indirizzi del tuo sito, con la loro reputazione accumulata negli anni. Quando quegli indirizzi rispondono 404, quella reputazione non si trasferisce da nessuna parte: si perde.

  • —Le pagine vecchie restituiscono 404 e vengono via via tolte dall'indice.
  • —I link che altri siti avevano messo verso di te puntano nel vuoto e smettono di valere.
  • —Le pagine nuove ripartono da zero, anche se il contenuto è lo stesso.
  • —Il calo non è immediato: arriva dopo due o tre settimane, quando è più difficile collegarlo al lancio.

La procedura, in ordine

Il lavoro va fatto prima di pubblicare, non dopo. Serve mezza giornata e fa la differenza tra un restyling e un incidente.

1. Esporta tutti gli URL esistenti, prima di toccare qualsiasi cosa

Da Search Console (rapporto Pagine), dalla sitemap attuale e con una scansione del sito. Vanno raccolti tutti, comprese le pagine vecchie che credevi di aver eliminato: se Google le conosce, contano.

Export da Search Console
Sitemap.xml attuale
Scansione completa del dominio

2. Costruisci la tabella di corrispondenza

Due colonne: vecchio indirizzo, nuovo indirizzo. Ogni vecchia pagina deve puntare alla pagina nuova più vicina per contenuto. Se non esiste, si punta alla categoria superiore, mai alla homepage per default.

3. Imposta redirect 301, non 302

Il 301 è permanente e trasferisce il valore accumulato; il 302 è temporaneo e non lo fa. È un errore frequente perché molti pannelli propongono il 302 come predefinito.

301 permanente per ogni URL cambiato
Nessuna catena di redirect a più passaggi
Regola generica solo come ultima riga

4. Verifica prima di pubblicare, e poi di nuovo dopo

Ogni vecchio indirizzo deve rispondere 301 e atterrare sulla pagina giusta. Dopo il lancio si invia la nuova sitemap e si tiene d'occhio il rapporto Pagine per due o tre settimane.

Test riga per riga della tabella
Invio della nuova sitemap
Controllo dei 404 per un mese

Se vuoi vedere come imposto questi progetti, Rifacimento e performance.

Domande frequenti

Devo mantenere gli stessi URL per sicurezza?

Se sono già leggibili e sensati, sì: è la strada più semplice e senza rischi. Ha senso cambiarli solo quando sono indirizzi tecnici illeggibili, e in quel caso il guadagno va messo a confronto con il lavoro di mappatura.

Quanto tempo ci mette Google a recepire i redirect?

Le pagine principali vengono aggiornate in pochi giorni, la coda lunga può richiedere qualche settimana. In quel periodo è normale vedere un po' di oscillazione: quello che non è normale è un calo che continua oltre il mese.

Se il sito vecchio era su un dominio diverso?

Vale lo stesso principio, con un'attenzione in più: il dominio vecchio va mantenuto attivo e pagato per almeno un anno, altrimenti i redirect smettono di funzionare e si perde tutto insieme al dominio.

Dennis Xhafaj
Dennis Xhafaj

Sviluppatore full-stack freelance a Crema. Costruisco siti, e-commerce, app e automazioni per PMI e professionisti del territorio.

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