Sito web per aziende manifatturiere: cosa cerca davvero un buyer
Un buyer che cerca un fornitore non legge la storia aziendale: cerca tolleranze, certificazioni e un modo per mandarti un disegno. Ecco cosa deve esserci.
Nelle PMI meccaniche il lavoro arriva quasi sempre per passaparola, e il sito viene percepito come una formalità. Il problema si presenta quando un ufficio acquisti di un'altra provincia deve qualificare un nuovo fornitore: a quel punto il sito è la prima cosa che guarda, e spesso è l'unica che vede prima di decidere se chiamarti.
Perché un sito vetrina generico non funziona nel B2B
Un buyer industriale non naviga come un consumatore. Ha una specifica in mano e sta cercando di capire in pochi minuti se sei in grado di produrla. I siti manifatturieri tipici glielo rendono difficile:
- —Parlano di 'qualità', 'esperienza trentennale' e 'passione' senza mai indicare una tolleranza, un materiale o una dimensione massima lavorabile.
- —Mostrano il capannone e non il parco macchine, quindi non si capisce cosa puoi effettivamente produrre.
- —Non riportano le certificazioni, o le nascondono in un PDF nella sezione 'Azienda'.
- —Non permettono di allegare un disegno: l'unico contatto è un modulo con nome, email e messaggio.
- —Sono illeggibili da telefono, che è dove il buyer li apre mentre è in reparto.
Cosa mettere al posto della brochure
L'obiettivo non è essere belli: è far arrivare una richiesta d'offerta già qualificata, con il disegno allegato. In pratica servono quattro cose.
1. Una pagina per ogni lavorazione, non una pagina 'Servizi'
Tornitura, fresatura, rettifica e assemblaggio meritano pagine separate. Sono ricerche diverse, con intenti diversi, e una pagina unica non si posiziona per nessuna delle tre.
2. Il parco macchine come tabella, non come galleria fotografica
Marca, modello, corse sui tre assi, numero di assi controllati. È l'informazione che permette a un tecnico di capire in dieci secondi se il tuo reparto può fare il suo pezzo.
3. Certificazioni visibili senza cercarle
ISO 9001, IATF 16949, EN 1090: se le hai, vanno nell'header o comunque sopra la piega. Per molti uffici acquisti sono un requisito di ammissione, non un vezzo.
4. Un modulo che accetta allegati
Il form deve permettere l'upload di un file CAD o di un PDF di disegno, con i campi che servono a te per rispondere: quantità, materiale, data richiesta. Un buyer che deve scriverti una mail a parte per mandare il disegno spesso non lo fa.
Se vuoi vedere come imposto questi progetti, Come lavoro sui siti aziendali.
Domande frequenti
Quanto tempo serve per rifare il sito di un'azienda manifatturiera?
Tra le tre e le cinque settimane per un sito completo con pagine lavorazioni, parco macchine, certificazioni e modulo con allegati. La parte che di solito allunga i tempi non è lo sviluppo, ma il reperimento delle schede tecniche e delle foto dei macchinari.
Ha senso tradurre il sito in inglese?
Ha senso se vendi o vuoi vendere fuori dall'Italia, altrimenti no. Tradurre raddoppia le pagine da mantenere aggiornate e, se le traduzioni sono automatiche e approssimative, l'effetto sul buyer straniero è peggiore dell'assenza della versione inglese.
Serve un blog anche a un'officina?
Solo se hai qualcosa di tecnico da dire e qualcuno che lo scriva. Meglio tre pagine di lavorazioni fatte bene che venti articoli generici: nel B2B industriale le pagine di servizio portano quasi tutte le richieste.
Sviluppatore full-stack freelance a Crema. Costruisco siti, e-commerce, app e automazioni per PMI e professionisti del territorio.
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